Bank of America restores Rafael’s ‘Deposition’

MECENATI

Bank of America restaura Raffaello

Tra i destinatari dei fondi per il 2018 dell’Art Conservation Project anche la Pala Baglioni conservata a Roma alla Galleria Borghese

IDA BOZZI 

Raffaello Sanzio, Deposizione di Cristo o Pala Baglioni (1507, particolare), Roma, Galleria Borghese

La Nike di Samotracia del Louvre, l’Assunzione della Vergine di El Greco dell’Art Institute di Chicago, il Caino uccide Abele di Pieter Paul Rubens della Courtauld Gallery di Londra. E, in Italia, il Napoleone di Antonio Canova a Palazzo Brera o la digitalizzazione del Codice Trivulziano di Leonardo. 

È solo una piccola parte delle opere i cui restauri, dal 2010, a oggi hanno ricevuto finanziamenti da un’importante iniziativa della Bank of America, l’Art Conservation Project. Negli anni l’Italia è stata spesso presente in questo progetto, e anche l’elenco dei musei e delle opere beneficiarie dell’Art Conservation Project 2018 appena reso noto dalla Bank of America include l’Italia, con il grant destinato al restauro di un’opera di Raffaello Sanzio: la Deposizione di Cristo, la cosiddetta Pala Baglioni, conservata alla Galleria Borghese di Roma. Un lavoro del 1507 — destinato in origine alla pala d’altare di San Francesco al Prato a Perugia e ora nel museo romano — che la Galleria Borghese ha in progetto di restaurare in situ e con un cantiere di lavoro che resterà aperto e visibile al pubblico. 

«L’Art Conservation Project — ha spiegato Rena De Sisto, dirigente globale per le arti e la cultura di Bank of America — è stato istituito nove anni fa per aiutare a preservare i tesori culturali in tutto il mondo. Oggi questo programma continua a fornirci un modo per connettere e celebrare genti di diverse culture, dando loro l’opportunità di vivere il proprio patrimonio in un modo che non solo avvantaggia le loro comunità, ma anche il mondo dell’arte in generale». 

La vocazione è in effetti globale: dal 2010 l’iniziativa è intervenuta sostenendo oltre 150 progetti di conservazione in 31 Paesi differenti, per i restauri di opere a rischio di deterioramento e per una serie di altre iniziative di sostegno, e a beneficiarne sono stati musei non profit pubblici e privati. Anche le culture espresse dalle opere o dai musei scelti sono molto diverse tra loro: tra i vincitori del bando di finanziamento si contano i restauri di antichi murales messicani, di ceramiche Tang, di dipinti giapponesi e sculture indiano-americane.

Tra i 21 destinatari dei grant di quest’anno, oltre al Raffaello del museo romano, si contano La Ghirlandata di Dante Gabriel Rossetti esposta alla Guildhall Art Gallery di London, la Visita della regina di Saba al re Salomone di Lavinia Fontana conservata alla National Gallery di Dublino oltre a opere di Paul Cézanne, Auguste Rodin, Anthony van Dyck, Georges Braque, Diego Rivera e altri. 

IDA BOZZI29 ottobre 2018 | 21:15© RIPRODUZIONE RISERVATA

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